RICERCA FATTURATO AZIENDE

Kerry, a Mozzo il cuore della produzione di aromi

Tra le aziende estere che hanno scommesso sul nostro territorio c'è anche la Kerry Group, azienda irlandese che opera nel settore degli ingredienti per l'industria
alimentare. Nel 2004 la multinazionale ha acquisito la Fructamine di Mozzo trasformandola nella Kerry Ingredients&Flavours Italia Spa, 166 dipendenti e un fatturato che per l'anno 2014 si è attestato sui 70 milioni di euro. Se prima dell'arrivo del colosso irlandese-5,8 miliardi di fatturato con 24 mila dipendenti e 150 sedi in tutto il mondo- a Mozzo ci si occupava solo del mercato degli aromi per bevande (sia alcol iche che non), l'arrivo del la Kerry ha aperto altre strade sempre per quanto riguarda il mercato degli insaporitori: da quello dei derivati del latte (in particolare yogurt e formaggi),ai cibi già preparati, dal la carne (salumi e ragù in primis) a tutta la parte di prodotti da forno, con produzioni ancheper il ramo farmaceutico. «L'aroma serve per stabilizzare il gusto, per standardizzare il sapore perfar sì che un succo di frutta alla pesca abbia lo stesso gusto oggi, domani e dopodomani», spiega Elvio Ronco roni,direttore personale: «Quella di Mozzo è lafabbrica più grande di aromi che la Kerry ha in giro per il mondo. Anche per questo produciamo molto per il mercato internazionale - l'export si aggira intorno al 70%- e per una volta sono orgogliosodi dire diesiamo noi ad esportare in Cina o in India enon il contrario». Una riorganizzazione aziendale nell'ultimo anno ha portato ad ampliare la capacità produttiva degl i impianti di Mozzo: «Con la chiusura di una sede del gruppo a Torino edi un'altra in Inghilterra, la multinazionale ha deciso di spo-starequelleproduzioni qui in Bergamasca», continua Roncoroni: «Credo che questa scelta abbia molto a chetare con il modo di lavorare cheabbiamo qukprima di tutto fat-todi competenza tecnica, del saper fare ma anchedi disciplina, di buona predisposizione al lavoro e attenzione. Qualità chefanno del lavoratore bergamasco unasicurezza per chi vuole investiresul nostro territorio», conclude. «Senza dimenticare una certa fama italiana in ambito culinario e di tutto ciò che gira intorno alla cucina, che in altre parti del mondo sicuramente non c'è».
Fonte:
Autore: G.V.
Data Pubblicazione: Ven 03 Aprile 2015