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Sostenibilità | Ven 13 Apr 2018

Batterie fatte di carta: una volta esaurite, si buttano via e non inquinano

Batterie fatte di carta: un sogno impossibile? Sbagliato, perché sono diventate una realtà grazie a un’azienda spagnola: la Fuelium di Barcellona, che le ha prodotte.
 
Si tratta di batterie che non hanno bisogno di particolari procedimenti per essere riciclate, infatti non producono rifiuti che necessitano di particolari attenzione per essere smaltiti. Il prodotto è nato a Barcellona e viene realizzato utilizzando carta, carbonio e piccole quantità di metalli, ma non tossici. Per il momento, stando a quanto dice l’azienda che le produce, non possono alimentare altri dispositivi se non quelli che vengono impiegati nel settore medico diagnostico
 
Inoltre va ricordato che sono applicate su strumenti monouso: in vitro o test per rilevare malattie attraverso sangue o tessuto. Apparecchi che vengono utilizzati solo una volta e, che vengono gettati dopo essere stati impiegati. Va sottolineato che normalmente finiscono nel cestino dei rifiuti dopo aver utilizzato solamente una percentuale molto bassa della loro potenzialità energetica (l’1 per cento delle batterie). E qui fanno il loro ingresso queste particolari batterie che, invece, esauriscono la loro carica. 
 
Sono piccolissime (un centimetro quadrato circa) e reagiscono a contatto con fluidi corporei. Sono attivate da qualsiasi campione liquido e possono essere impiegate in diversi settori: salute della donna, malattie infettive, veterinaria e controlli contro droga e abusi di altre sostanze. 
Possono essere personalizzate in base alla necessità. Le tensioni vanno dall’uno ai sei Volt e la potenza tra uno e 100 Millivatt. 

Le batterie di carta sono efficienti, infatti generano solamente l’energia di cui si ha bisogno. Sono anche sostenibili e attente all’ambiente perché non generano rifiuti tossici che hanno bisogno di processi complessi per essere smaltiti. Altri aspetti importanti, inoltre, di questi prodotti sono che riescono a ridurre i costi per produrre manufatti e sono perfette per un uso medicale. Fuelium è nata nel 2015 grazie a un gruppo di cofondatori composto da Juan Pablo Esquivel, Neus Sabatè,  Sergi Gassò  e Jaume Amat, tre scienziati e un esperto nella creazione di startup. 

Vi è anche un’equipe composta da cinque membri che si occupa di più ambiti: dallo sviluppo di fonti di energia miniaturizzate, ad analisi fino ai sistemi analitici.


Fonte: QuiFinanza
Sostenibilità | Ven 13 Apr 2018