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focus | Ven 13 Apr 2018

Credito d’imposta alberghi esteso al 2018 anche alle strutture termali

Il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere dal 2018 sarà esteso anche alle strutture termali. A stabilirlo è la Legge di Bilancio 2018 che, dopo le importanti modifiche introdotte dalla precedente Legge di Bilancio 2017 che avevano visto l’innalzamento dal 30% al 65% dell’agevolazione riconosciuta, ha ulteriormente ampliato la portata della misura agevolativa inserendo le strutture termali tra i soggetti autorizzati a richiedere il bonus.
 
Possono beneficiare dell’agevolazione fiscale le strutture ricettive alberghiere in senso stretto (es: alberghi, motels, villaggi albergo, residence turistico-alberghieri), le strutture ricettive extralberghiere (es: affittacamere, b&b) e le strutture termali.

L’agevolazione fiscale, inizialmente introdotta dal DL n. 83/2014 e poi prorogata e modificata dalle due ultime leggi di bilancio, consiste in un credito d’imposta per la ristrutturazione delle strutture alberghiere e per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo.
Nello specifico, il credito d’imposta è riconosciuto per le spese relative a:
  • interventi di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi di incremento dell’efficienza energetica;
  • ulteriori interventi (es: acquisto di mobili e arredi), se destinati esclusivamente agli immobili oggetto dei suddetti interventi.
Per le strutture che prestano cure termali il bonus è previsto anche per le spese sostenute per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature ed apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.

La misura dell’agevolazione è del 65% delle spese agevolabili sostenute dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2018 (la misura originaria precedente alla novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 era del 30%) ed è costituita da un credito d’imposta utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, esclusivamente in compensazione mediante modello F24.
Giovanni Fanni – Centro Studi CGN


Fonte: QuiFinanza
focus | Ven 13 Apr 2018