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Sostenibilità | Gio 22 Nov 2018

Usato sostenibile: la startup che permette lo scambio dei vestiti  

5 novembre 2018 - Esiste un modello sostenibile per l’usato dei vestiti e che contenga gli sprechi?
La risposta è sì e oggi è possibile grazie a una startup italiana fondata da Eleonora Dellera e David Erba che sta riscuotendo un enorme successo.
 
 
 
 
Nata con una serie di negozi fisici utilizzati come punti di raccolta e di scambio, Armadio Verde si è poi spostata sul web dal 2015. Solo nel 2017, ha stimato un fatturato di 600.000€ e per la fine del 2018 ci si aspetta di superare i 2 milioni. Una vera e propria azienda con 25 dipendenti e che conta circa 8.000 clienti destinati ad aumentare con il trascorrere del tempo.
Pur nella sua semplicità, l’idea alla base di Armadio Verde si è rivelata non solo geniale, ma anche sostenibile: gli utenti possono lasciare i vestiti che non utilizzano più, scambiandoli con altri. I fondatori, che al momento operano esclusivamente nella fetta di mercato dell’abbigliamento, hanno dato il via a questo business proponendo dapprima il riutilizzo degli abiti per i più piccoli. Successivamente è stato adottato lo stesso sistema, rivolto però ad un target femminile. Una scelta che si è rivelata vincente, visti i numeri raggiunti: gli scambi infatti, non solo sono raddoppiati, ma ben il 60% dei vestiti messi in circolo dalla startup sono capi di abbigliamento per donna.
E il motivo è molto semplice: come i bambini crescono a vista d’occhio e necessitano di nuovi vestiti che calzino la loro taglia, così molte donne si ritrovano spesso con armadi colmi di capi. Molti di questi magari sono utilizzati con poca frequenza perché non piacciono più o perché si cambia taglia.
Come funziona Armadio Verde
Dopo aver effettuato la registrazione sul sito, viene inviata presso la propria abitazione, una scatola di cartone in cui inserire i vestiti che non si vogliono utilizzare più. I capi vengono sottoposti a controlli e una volta selezionati e etichettati, vengono fotografi e inseriti sul sito. Per ogni capo approvato, l’utente guadagna un credito in stelline, che rappresentano una moneta virtuale di scambio. Con le stelline guadagnate, è poi possibile acquistare vestiti di altri utenti e che si possono scegliere tra quelli presenti all’interno della collezione. Se l’abito inviato non risponde ai criteri di qualità disposti da Armadio Verde, viene donato in beneficienza a HUMANA People to People Italia Onlus.
Perché Armadio Verde è sostenibile
L’azienda è attenta all’impatto ambientale ed è sostenibile. Adottando un sistema che punta sullo scambio e dunque sul riciclo dei capi, vengono risparmiate tonnellate di C02 e milioni di litri di acqua indispensabili per la produzione dei capi di abbigliamento. Lo scambio di 180.000 abiti costituiti da 25 tonnellate di cotone, 1,5 di lana e 7,5 di fibre sintetiche, hanno consentito un risparmio di 225 milioni di litri di acqua e di 135 tonnellate di C02.
Il meccanismo per cui gli utenti, per ricevere abiti “nuovi” devono acquisire più stelline – possibile grazie all’invio dei propri capi in sovrannumero – innesca un circolo virtuoso che porta a svuotare gli armadi, senza doverne comprare di nuovi.

Fonte: QuiFinanza

 
Sostenibilità | Gio 22 Nov 2018