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focus | Gio 12 Lug 2018

Studi di settore verso l’addio: i chiarimenti per il periodo d’imposta 2017  

Si va verso l’addio definitivo agli studi di settore e l’Agenzia delle Entrate ha diffuso (in ritardo rispetto alla scadenza del primo termine per il versamento delle imposte), la circolare n. 14/e che contiene i necessari chiarimenti per l’applicazione delle regole per il periodo d’imposta 2017.

Tra i temi in merito presenti nella circolare, si possono trovare “dagli interventi correttivi da applicare nei confronti delle imprese minori in contabilità semplificata alle novità dei modelli di dichiarazione, passando per i “correttivi” congiunturali, il regime premiale e le comunicazioni di anomalie”.

 

Nel documento viene ricordato che “la legge di bilancio per il 2018 (articolo 1, comma 931, della legge 205/2017) ha disposto la proroga di un anno degli indici sintetici di affidabilità fiscale, che il Dl 50/2017 aveva originariamente previsto di introdurre dal periodo d’imposta 2017, differendone l’applicazione a quello 2018″.

AGGIORNAMENTI – La circolare, inoltre, “nel premettere che nessuno dei 193 studi di settore applicabili all’annualità 2017 è stato oggetto di evoluzione rispetto a quelli previsti per il 2016, mette in evidenza che gli stessi sono stati aggiornati per consentirne una corretta applicazione anche al periodo d’imposta 2017, con degli interventi specifici e che tale aggiornamento ha riguardato (in parte) anche i parametri”.

LE NOVITA’ – Tra le principali novità ci sono: “Aggiornamento delle analisi territoriali, approvate con Dm 23 marzo 2018, a seguito dell’istituzione di nuovi Comuni e Province; interventi correttivi da applicare nei confronti delle imprese minori in contabilità semplificata, che determinano il reddito secondo quanto previsto dall’articolo 66 del Tuir; revisione congiunturale speciale (crisi); principali novità della modulistica; regime premiale (articolo 10 del Dl 201/2011); comunicazioni di anomalie relative al triennio d’imposta 2014-2016; modifiche ai parametri contabili, approvate con Dm 24 maggio 2018″.

Fonte: QuiFinanza

 

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