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Smartphone: i 10 costi nascosti in bolletta  

14 maggio 2018 - Non è la prima volta che l’Antitrust è invitato a intervenire per controllare e, nel caso di irregolarità punire, le compagnie telefoniche e le regole applicate da esse.
 
Dagli aumenti truffa al ritorno obbligato alle 12 (e non 13) mensilità annuali in cui suddividere l’abbonamento, un’inchiesta di Altroconsumo accende la spia sui costi nascosti nella bolletta. L’inchiesta è stata effettuata in 50 punti vendita di Tim, Vodafone, Wind, Tre e Fastweb di Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli.
 
Il primo costo che si ha a carico è l’aumento dell’importo mensile, a causa della riduzione delle mensilità da 13 a 12. Si passa da un 8,6% ad un totale maggiorato del 17%.

Uno dei più sconosciuti costi che gravano sulla bolletta mensile è il controllo del credito residuo. Se si è ad esempio clienti Vodafone, l’operazione è a pagamento. Per sapere quanto credito è rimasto si pagano 19 centesimi al minuto, con scatto alla risposta di altri 20 centesimi.
In più, secondo Altroconsumo, gli operatori aggiungono costi non previsti precedentemente, ad esempio per l’ascolto della segreteria telefonica, per i servizi “ti ho cercato” o “chiamaOra”, per attivare il proprio piano tariffario, per l’antivirus, per le penali da pagare in caso di recesso anticipato e per l’utilizzo del telefono come hotspot, in modalità tethering.

Sono spesso servizi non richiesti dall’utente, ma che si trovano già attivati sulla sim una volta firmato il contratto e attivata la sim. Alcuni servizi, come la segreteria telefonica, si possono bloccare, anche se le disattivazioni sono spesso complesse. La maggior parte delle volte non possono essere effettuate nei negozi, ma solo tramite servizio clienti o sito web.

Paolo Martinello, presidente della Fondazione Altroconsumo ha dichiarato “che nei cinquanta punti vendita in cui siamo andati per realizzare questa inchiesta, la consegna del silenzio sui costi nascosti è una costante. Gli addetti alla vendita sono molto loquaci quando si tratta di spiegare ciò che è scritto a caratteri cubitali sulle tariffe in promozione, ma diventano stranamente laconici quando si chiede loro se esistono servizi a pagamento già attivi sulla sim. Costi che naturalmente sono imboscati nelle lunghe pagine del contratto, scritte fitto fitto. Contratti che non vengono mai consegnati anticipatamente al cliente per una valutazione, ma solo sottoposti alla firma all’ultimo momento”.

Spesso i servizi aggiuntivi prevedono cifre poco importanti, che però sommate insieme, possono creare un aumento significativo sulla bolletta mensile. L’Unione Nazionale Consumatori ha recentemente ripreso l’argomento dell’inchiesta e denunciato all’Antitrust le pratiche delle compagnie telefoniche, elencate in 10 costi nascosti.

Guardando nel dettaglio, i servizi che avvisano l’utente nei casi in cui non è stato possibile trovarlo al telefono costano in Vodafone € 0,12 al giorno (solo quando utilizzato), in Wind € 0,19 a settimana, in Tre € 1,50 euro al mese e in Tim € 1,90 ogni due mesi. L’ascolto dei messaggi in segreteria può variare da 0,20 centesimi a 1,50 euro. A volte poi viene introdotto un servizio antivirus, così come accade in Vodafone con Rete sicura, gratis per tre rinnovi, poi a 1 euro a settimana. Il problema è che gli utenti hanno saputo del pagamento solo in seguito al rinnovo.

“Purtroppo siamo di fonte ad un imbarbarimento etico del mercato della telefonia: per questo motivo abbiamo denunciato all’Authority Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb e abbiamo raccolto sul nostro sito http://www.consumatori.it tutti i costi nascosti in bolletta. E’ ora che i consumatori siano al corrente di quanto pagano e per cosa pagano, in maniera tale da poter fare scelte consapevoli” ha dichiarato l’Unione Nazionale Consumatori.

Vedremo come si esprimerà a riguardo l’Antitrust. Dal canto loro i consumatori si stanno già esprimento e non in maniera positiva.

Fonte: QuiFinanza
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