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Info utili | Mer 26 Set 2018

Se stai aprendo una P. IVA, ecco come individuare il giusto codice Ateco  

20 settembre 2018 - L’apertura di una partita Iva può portare molti dubbi. Uno di questi è legato al codice Ateco, che occorre scegliere con cura. Ecco cos’è e come districarsi in tale materia.
 
Chiunque decida di aprire una partita Iva si ritroverà dinanzi alla scelta del codice AtecoFin più appropriato all’attività che si andrà a svolgere. Una fase molto delicata, considerando come la giusta identificazione andrà a influenzare in maniera concreta la propria attività lavorativa, indicando cosa sarà possibile fare o meno, determinando anche il pagamento dei contributi.
 
Il codice Ateco presenta delle lettere, che vanno a indicare il macro-settore economico. I numeri presenti invece consentono di individuare le sottocategorie specifiche dei vari settori. Una combinazione alfanumerica approvata dall’ISTAT, che occorre indicare durante la fase d’apertura di una partita Iva, di fatto precisando allo Stato quale attività si andrà a esercitare in futuro.

L’Agenzia delle Entrate e la camera di commercio (per le imprese) avranno così modo di identificare il settore d’attività di una data partita Iva. L’Inailpotrà invece determinare quello che è il tasso di rischio. Sarà dunque necessaria una scelta ponderata, valutando anche la possibilità di inserire più codici, facendo attenzione a valutare l’eventuale incompatibilità, tenendo una contabilità separata.

La scelta viene effettuata a volte per analogia tra il campo d’attività indicato e il proprio. Non si tratta di una scienza esatta ma sarà sempre necessario procedere a un inquadramento che risulti verosimile. Non si tratta di una scienza esatta, di conseguenza le categorie non risultano essere così restrittive. Detto questo, sarà impossibile indicare un lavoratore indipendente con l’Ateco di un’impresa.

Per valutare al meglio la scelta è possibile affidarsi a degli specifici motori di ricerca: Infocamere ha inoltre messo a disposizione degli utenti uno strumento che permette di ricevere la descrizione dell’attività lavorativa da inserire nella modulistica, individuare la propria attività secondo la classificazione Atecoe fornire le informazioni necessarie sulla normativa associata al codice, per la denuncia della propria attività al Registro Imprese.

Come detto, qualche sbavatura nell’applicazione del codice è consentita, ma allontanarsi in maniera netta dai parametri indicati potrebbe portare l’utente a delle sanzioni previste dalla legge. Uno scenario evitabile con l’inserimento del nuovo codice, corretto, all’interno del Modello di dichiarazione dei redditi Unico.

Fonte: QuiFinanza


 
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