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Sostenibilità | Gio 27 Set 2018

Rifiuti elettronici, il decalogo per il riciclo  

11 settembre 2018 – Ecco le regole da seguire per il corretto smaltimento dei rifiuti Raee, ovvero tutti quei prodotti elettrici ed elettronici che fanno parte della nostra quotidianità ormai.
 
Le apparecchiature elettroniche fanno parte della nostra quotidianità ormai, riempiendo le nostre tasche e arredando casa. Dagli smartphone agli elettrodomestici, fino a quel comparto di cavi e adattatori che ne consegue. Oggetti che, una volta esauriti, rotti o deteriorati, diventano ufficialmente dei Raee, ovvero dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
 
È necessario indicare come esistano regole ben precise per questi rifiuti speciali, la cui varietà aumenta di anno in anno, seguendo lo sviluppo tecnologico. I regolamenti sono però applicabili a tutte le categorie elettriche ed elettroniche, da una piccola chiavetta Usb a un ben più grande hoverboard. In casi del genere, come anche per bici elettriche, multiprese e molto altro, è possibile operare un recupero fino a circa il 90% dei materiali.

Il Consorzio Ecolamp ha fornito al pubblico un decalogo, provando a fare chiarezza sui sistemi di riciclo degli oggetti Raee presenti nelle nostre case. Per essere precisi, rientrano in tale categoria tutti gli oggetti alimentati da corrente elettrica o campi elettromagnetici. Prodotti che devono necessariamente riportare il simbolo del bidone barrato, che indica l’inserimento obbligatorio nella raccolta differenziata.
Data la grande varietà di oggetti tecnologici in nostro possesso, questi vengono divisi in svariate sottocategorie. Nei centri di raccolta sarà dunque possibile trovare dei contenitori specifici, a seconda dei prodotti da gettare. Scegliere il giusto contenitore aiuterà ad eseguire un più semplice e corretto riciclo.

Esistono alcune categorie particolari, che vengono escluse dalla raccolta ma, al di là delle lampadine a incandescenza, si tratta di oggetti che solitamente non risultano presenti all’interno di una ‘classica’ abitazione. Il riferimento è ad alcune apparecchiature di uso militare, altre destinate all’invio nello spazio e dispositivi medici che potrebbero risultare infetti.

Una volta individuati i prodotti Raee di cui volersi disfare, sarà necessario porli in disparte, evitando di confonderli con i rifiuti domestici. Una volta raccolti, li si potrà portare presso l’isola ecologica più vicina alla propria abitazione, dove sono presenti degli speciali contenitori.
In alternativa è possibile consegnarli presso tutti i negozi che vendono articoli elettrici ed elettronici. Il novero comprende i punti vendita specializzati ma anche i supermercati, a patto che al loro interno comprendano un reparto dedicato ad apparecchiature di questo genere.
Se nel caso dell’isola ecologica non si richiede altro se non portare l’oggetto fisicamente, nei negozi occorre seguire due modalità alternative. La prima prevede l’acquisto di un nuovo prodotto equivalente, per ogni rifiuto consegnato. Il secondo invece non prevede alcun obbligo d’acquisto, ma il rilascio dovrà essere effettuato nei grandi punti vendita della distribuzione.

Occorre precisare però come il secondo metodo valga unicamente se la lunghezza dell’oggetto risulti essere inferiore ai 25 cm, come nel caso di smartphone, rasoi o lampadine.

In questo ambito l’informazione risulta fondamentale per fare in modo che, anno dopo anno, i numeri della raccolta differenziata migliorino sempre più. In Italia il processo di smaltimento e riciclo dei Raee è in crescita, anche se esistono grandi differenze tra le varie regioni. Nel 2017 il totale raccolto è stato di 296mila tonnellate di Raee, pari a 5k per ogni singolo abitante.

Fonte: QuiFinanza
 
Sostenibilità | Gio 27 Set 2018