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Info utili | Gio 12 Apr 2018

Google corre ai ripari e aggiorna la policy per la protezione dei dati

Il 25 maggio entrerà in vigore la nuova normativa europea sulla protezione dei dati personali e moltissime aziende, tra cui Google, devono adeguarsi.
 
Ci siamo: il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) varato dall’Unione Europea, sta per entrare in vigore. E le aziende devono adeguarsi. La data prevista è il 25 maggio: chi non rispetterà le nuove norme, riceverà una sanzione bella salata, che può arrivare anche al 4% del fatturato annuo. E, nel caso delle grosse imprese come Google, Facebook, Microsoft, non si tratta di una cifra irrisoria.
 
Il Regolamento generale sulla protezione dei dati riguarda le aziende europee e non, i cui siti e app sono accessibili dai cittadini dell’Unione Europea. Per uniformarsi alle direttive, Google ha apportato dei cambiamenti nelle sue clausole contrattuali e nei suoi prodotti. L’azienda ha deciso di applicare prima del termine il Gdpr, comunicando che sono state implementate misure tecniche e organizzative per garantire una sicurezza all’avanguardia.

Cosa devono fare i clienti e i fruitori di Google? Coloro che usufruiscono di G Suite e Google Cloud Platform sono responsabili del trattamento dei dati personali che forniscono a Google. Sono loro che scelgono gli scopi e i mezzi per la loro elaborazione. Questo “mentre il responsabile dell’elaborazione dei dati elabora i dati per conto del responsabile del trattamento dei dati”.

Chiaramente il trattamento dei dati deve essere fatto in conformità al Gdpr. I loro obblighi sono di legittimità, correttezza, trasparenza, limitazione delle finalità, dati ridotti al minimo, rispetto dei proprietari. Se non si rispettano queste clausole, le società incorreranno in sanzioni salate.

Per conoscere la propria situazione specifica circa gli obblighi previsti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati, Google consiglia di rivolgersi a un consulente legale, dato che solo lui può fornire informazioni specifiche riguardo la condizione di ogni singolo individuo.

In ogni caso, soprattutto dopo lo scandalo di Facebook, è sentita sempre più forte l’esigenza di proteggere – in modo più adeguato – i dati personali degli utenti che si avvalgono di certi servizi. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati, non riguarda solo Google, ma qualsiasi ente che offra beni o servizi o che raccolga dati all’interno dell’Unione Europea.


Fonte: QuiFinanza
Info utili | Gio 12 Apr 2018