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Sostenibilità | Gio 27 Set 2018

Germania, treni a idrogeno: i primi al mondo a circolare  

18 settembre 2018 - Una rete di trasporti rispettosa dell’ambiente. Ecco il progetto che si completerà nel 2021 in Germania, con i treni a idrogeno che piacciono anche a Italia e Canada.
 
La Germania fa registrare un record mondiale, ovvero la messa su rotaia di due treni a idrogeno, i primi in assoluto a entrare in funzione. Una nuova esperienza per i pendolari della Bassa Sassonia, che prenderanno parte a un processo storico, salendo sui mezzi prodotti dalla Alstom, a Salzgitter.
 
Germania, treno a idrogeno
Si tratta dei Coradia iLint, con celle a combustibile che convertono ossigeno e idrogeno in elettricità, andando di fatto ad eliminare del tutto le emissioni inquinanti per la propulsione. Gli innovativi mezzi saranno in funzione per circa 100km, sulla linea che mette in collegamento Cuxhaven, Bremerhaven, Bremervörde e Buxtehude, andando a sostituire gli attuali mezzi a diesel.

I nuovi treni a idrogeno possono percorrere il tratto in questione per l’intera giornata, avendo un’autonomia di mille km. Entro il 2021 si prevede però l’entrata in funzione di una stazione di rifornimento fissa, da installare negli spazi di EVB. Il progetto prevede un lasso di tempo così ampio perché Alstom dovrà intanto provvedere alla consegna di altri 14 treni, rispettando gli accordi del contratto siglato lo scorso anno, per un totale di 81 milioni di euro.

Mentre in Germania si guarda all’intera rete Evb a idrogeno, un certo interesse si registra anche in Italia. La Alstom ha infatti ricevuto contatti dalle regioni Trentino e Toscana, che valutano concretamente la possibilità di approfittare di fondi europei per cofinanziare un progetto di questo tipo. La collaborazione economica dell’Europa risulterebbe fondamentale, soprattutto nella prima fase.

Il product manager per il progetto Coradia di Alstom ha infatti spiegato chiaramente come i costi relativi ai treni a idrogeno siano maggiori, almeno nella prima fase. Rispetto a un treno a diesel, serviranno infatti 10 anni per portare a zero l’investimento effettuato, registrando un fatturato in attivo nei successivi 20 anni della vita del mezzo.

Inoltre tale tipo di treno risulta essere l’ideale per le reti non elettrificate, con interesse mostrato anche dal Canada. Il procedimento avviato in Bassa Sassonia dunque può facilmente definirsi pionieristico, come spiegato da Bernd Althusmann, ministro dell’economia e dei trasporti della Regione tedesca: “Si tratta di un’alternativa rispettosa del clima, soprattutto sulle linee non elettrificate. Si dimostra così l’operatività della tecnologia a celle a combustibile nell’ambito del servizio quotidiano. Il futuro è rappresentato da un trasporto ferroviario prevalentemente ecologico”.

Fonte: QuiFinanza


 
Sostenibilità | Gio 27 Set 2018