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Sostenibilità | Ven 13 Lug 2018

Foodsharing: evitare sprechi si può. L’esperienza austriaca  

Come ridurre gli sprechi alimentari? In Austria la risposta è stata il Foodsharing, portato avanti grazie alla collaborazione di supermercati e ristoranti.

L’idea si inserisce in un contesto con numeri che fanno riflettere: l’Istituto Austriaco per l’Ecologia ha infatti condotto uno studio secondo cui ben 760.000 tonnellate di cibo sono state sprecate ogni anno in Austria. Il problema si fa sentire in particolare nei periodi di festa. Le famiglie austriache, sempre secondo quello studio, buttano via 157.000 tonnellate di cibo durante le festività, soprattutto a Natale e a Pasqua.

I supermercati peraltro sono pieni di alimenti prettamente stagionali e deperibili, che se non acquistati vengono buttati via. In questo contesto si inserisce il progetto Foodsharing dove gli ideatori e chi lavora alla causa, collabora direttamente con supermercati e ristoranti in modo da raccogliere cibi ancora commestibili per non più vendibili perché vicino a scadenza o con qualche imperfezione.

In poco tempo questo progetto ha raccolto consensi e oggi sono più di 2000 i foodsavers in Austria. Il cibo raccolto dai foodsavers viene portato e conservato in appositi frigoriferi pubblici. Una volta al mese poi viene organizzata una cena dove questi alimenti vengono cucinati e condivisi.

E in Italia com’è la situazione? Lo spreco alimentare domestico è purtroppo molto alto, si tratta di milioni di tonnellate l’anno. Per fortuna anche qui esistono delle piattaforme che consentono condividere il cibo in eccesso invece di gettarlo. Sono ancora poco conosciute forse perché non c’è una grande consapevolezza dell’importanza di non sprecare risorse alimentari, in considerazione anche delle molte persone che vivono in condizioni precarie. Non resta che augurarsi che cresca la sensibilità su questo tema e la voglia di contribuire a distribuire le risorse in modo ottimale. Uno dei primi passi è quello di fare la spesa con più attenzione alle reali necessità e alla data di scadenza degli alimenti.

Fonte: QuiFinanza


 

Sostenibilità | Ven 13 Lug 2018