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Sostenibilità | Lun 30 Apr 2018

Come funzionano e quanti sono in Italia i Chioschi dell’Acqua

Avete mai notato che in alcuni comuni italiani sono state messe delle installazioni dove attingere liberamente acqua potabile? Sono i Chioschi dell’Acqua.
 
Chioschi dell’Acqua attingono l’acqua dall’acquedotto comunale. Si tratta di acqua sicura dal momento che deve rispettare per legge numerosi requisiti per essere considerata potabile. Non solo, i chioschi possono ulteriormente migliorare la qualità dell’acqua filtrando eventuali corpuscoli, sabbia e cloro. La disinfettano con lampade a raggi ultravioletti. Possono addizionarla di anidride carbonica e raffreddarla.
 
A tutti gli effetti è un servizio messo a disposizione dal Comune ai cittadini. I costi quindi sono a carico dell’amministrazione comunale. Non a caso si sente talvolta parlare di acqua del sindaco in riferimento a questi impianti. A occuparsi dell’installazione e della manutenzione sono aziende che operano nell’ambito del trattamento delle acque primarie non reflue, iscritte all’associazione Aqua Italia.

Generalmente l’acqua liscia viene erogata gratuitamente, in alcuni impianti invece per quella gassata viene richiesto un contributo di 5 centesimi.

I chioschi in Italia sono aumentati molto rapidamente: si è passati infatti da 213 nel 2010 a 2016 nel 2017. La regione che per prima ha voluto questi impianti e che tutt’ora ne vanta il numero maggiore (ben 574) è la Lombardia. Seguono poi il Lazio con 271, il Piemonte con 233, l’Emilia-Romagna con 181 e la Toscana con 150. Più diffusi al Nord che al Sud, sono più i piccoli comuni a volere queste installazioni che non le grandi città.

L’importanza dei Chioschi dell’Acqua sta nel fatto permettono di ridurre il quantitativo di bottiglie di plastica in circolazione, si evitano i costi di trasporto e le emissione di gas serra conseguenti, avendo come risultato un minor impatto ambientale.

Fonte: QuiFinanza
 
Sostenibilità | Lun 30 Apr 2018