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Agroalimentare, Ue: nel 2019 fondi per la promozione salgono a 191 milioni di euro

17 novembre 2018 - (Teleborsa) Nel 2019 l‘Ue finanzierà i programmi di promozione per i prodotti agroalimentari europei con 191,6 milioni di euro: ossia 12,5 milioni in più rispetto al 2018. Un tesoretto in crescita: circa 89 milioni di euro saranno assegnati a campagne in Paesi ad alta crescita come Canada, Cina, Colombia, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti. Parte dei fondi poi saranno destinati alla promozione di prodotti Dop, Igp e bio (circa 35 milioni in totale tra le diverse tipologie di programmi ammessi a finanziamento), per aumentare i consumi di frutta e verdura nel mercato interno (8 milioni) e le esportazioni di carne verso i Paesi terzi (5 milioni).
Spazio anche ai finanziamenti per la promozione di prodotti specifici come il riso e le olive da tavola (2,5 milioni ciascuno). Si tratta di prodotti, sottolinea la Commissione nel regolamento, che avranno aiuti mirati perché i risicoltori europei (e in particolare italiani, dato che oltre metà della produzione continentale avviene in Italia) soffrono il boom di importazioni dai Paesi meno avanzati e gli olivicoltori (principalmente gli spagnoli) subiscono le restrizioni commerciali applicate dagli Stati Uniti.

“L’Europa è il primo produttore al mondo di cibo e bevande di qualità. Sono felice di questo ulteriore sforzo sulla promozione -ha commentato il commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan. Il numero crescente di accordi commerciali significa maggiori opportunità per i nostri agricoltori e la Commissione europea è pronta a sostenerli nella promozione ed esportazione dei loro prodotti”. 
 E, proprio nei giorni scorsi, sulla “questione riso” la Commissione Ue si è schierata a fianco dell’Italia riconoscendo il danno economico causato dalle importazioni di riso a dazio zero da Cambogia e Birmania, paesi per i quali si va verso il ripristino dei dazi.
Queste le conclusioni dell’indagine avviata lo scorso marzo dall’esecutivo europeo, che appunto, come prossimo step, proporrà al voto dei 28 Stati membri il ripristino dei dazi ai due Paesi asiatici.

 “La Commissione ha chiuso l’indagine salvaguardia riso riconoscendo il danno alla risicoltura italiana e con la proposta di ripristinare per tre anni i dazi”, ha commentato su Twitter il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio. “Nei prossimi giorni lavoreremo per avere la conferma definitiva”, ha sottolineato
L’indagine era stata avviata dalla Commissione europea su istanza presentata a febbraio dall’Italia, principale produttore di riso dell’Ue, sostenuta da altri sette Paesi (Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Ungheria, Romania e Bulgaria) con l’obiettivo di stabilire  se le importazioni a dazio zero di riso indica da Cambogia e Birmania, consentite dal regime di preferenza commerciale Ue “tutto tranne le armi” a favore dei Paesi più poveri, avessero causato gravi difficoltà ai produttori europei nel 2012-2017. Questo regime ha infatti permesso alla Cambogia e alla Birmania di aumentare esponenzialmente le esportazioni di tessuti e riso indica nell’Ue.
Secondo Coldiretti, infatti,  le importazioni europee di riso dalla Birmania, sono aumentate del 66%, tra settembre 2017 e luglio 2018.
Una crisi drammatica che mette a rischio il primato nazionale in Europadove l’Italia è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica.

Buone notizie, intanto, per il Made in italy agroalimentare nel  mondo che ha raggiunto 41 miliardi di euro di esportazioni nel 2017 registrando un rotondo  +3,4% nei primi sei mesi del 2018. Il valore di cibi e vini
italiani in 10 anni è cresciuto dell’80%: è questo il dato fornito dal  ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali Gian Marco Centinaio nel suo intervento alla presentazione della terza edizione della Cucina italiana nel mondo.

E a proposito di Europa, nei giorni scorsi è stato lanciato il  sito internet ‘Cosa fa l’Europa per me‘ realizzato dal Parlamento europeo , che con articoli brevi e una grafica interattiva vuole comunicare ai cittadini quanto l’Unione abbia influito sulla loro vita, migliorandola.
“Gli europei si chiedono cosa abbia fatto l’Ue per loro: questo nuovo sito fornisce risposte chiare e comprensibili. Sarà uno strumento prezioso per avvicinare l’Europa ai cittadini”, ha spiegato il presidente dell’Eurocamera, Antonio Tajani, presentando il nuovo portale.
Ad esempio scopriamo che In Puglia i fondi strutturali europei hanno permesso di migliorare la tratta ferroviaria Bari-Taranto e di acquistare due nuovi treni, mentre in Valle d’Aosta cofinanziano l’estensione della banda larga fissa e mobile. In Lombardia, invece, i fondi Ue hanno permesso di lanciare il progetto ‘Hub dell’innovazione inclusiva’ nel quartiere milanese Lorenteggio, dove le risorse comunitarie hanno cofinanziato anche degli interventi sulle case popolari.

Fonte: QuiFinanza

 
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