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Edilizia: crisi finita? Geometri bresciani prudenti
data Mercoledì 17 Febbraio 2016
Anche quest'anno sono stati rinnovati i bonus sulle ristrutturazioni: 50% e 65% fino al 31 dicembre. Riproposto anche il cosiddetto bonus mobili - 50% di sgravio Irpef fino a 10mila euro di spesa -. Misure che, nell'intento del Governo, puntano a rilanciare l'edilizia.
Ma qual è il termometro della situazione nel Bresciano? Ne parliamo con Giovanni Platto, presidente del Collegio dei geometri di Brescia.
"Dire che la crisi è finita è eccessivo - riflette Platto -. Dobiamo essere prudenti e valutare con maggiore attenzione i pur deboli segnali di inversione di tendenza, almeno nell’immobiliare e nell’edilizia. Prendiamo atto di qualche segno positivo, ma credo che questo cambierà poco nell’andamento del 2016. Purtroppo non sta rispondendo all’appello la classe media, che per anni ha alimentato il settore delle costruzioni. È vero che qualcosa si è mosso a livello immobiliare e le banche concedono qualche mutuo, ma siamo ben lungi da decretare la fine del lungo periodo di rallentamento”.
“L’edilizia rappresenta il motore trainante di molti settori, ma è altrettanto vero che se non si muovono alcuni settori l’edilizia non può diventare il propulsore della ripresa – continua Platto -. Quando riprenderanno a girare l’industria, l’artigianato, il commercio e riprenderà ossigeno il ceto medio, allora potremo invertire la rotta. È anche una questione caratteriale: i bresciani sono molto prudenti e se temono di non riuscire ad affrontare gli impegni, il pagamento del mutuo, ad esempio, preferiscono attendere tempi migliori”.
Il discorso che vale per le nuove costruzioni e per l’immobiliare in genere può essere applicato alle ristrutturazioni? “Questo vale anche per le ristrutturazioni di un certo livello – continua Platto -. Nella nostra provincia ci sono fabbricati interessanti da ristrutturare, ma vale la riflessione che abbiamo fatto finora. Certo, i bonus fiscali hanno dato il via anche a molti interventi, ma parlare di rifare il bagno, rivedere qualche impianto, cambiare la caldaia devono essere considerati piccoli interventi, non certo in grado di riavviare la ripresa. Ben vangano anche questi lavori, ma la loro ricaduta non è determinante”.
Come si muove il Collegio dei geometri in questa situazione? “Continuiamo a puntare sulla spacializzazione, una strategia che ci ha dato grandi soddisfazioni. Il Collegio continua a organizzare corsi di specializzazione e aggiornamento in tutte le materie che rientrano nella competenza della nostra professione. L’obiettivo è valorizzare la nostra polivalenza, la caratteristica che ci ha permesso di affrontare la crisi con armi efficaci. I corsi che organizziamo toccano tutte le nostre materie: si spazia dalla sicurezza al risparmio energetico, dalle ristrutturazioni alle consulenze per i tribunali”.
Il Collegio ha saputo anticipare i tempi e cogliere l’esigenza del cambiamento: “In effetti vantiamo ormai una concreta esperienza in questa direzione. Oggi il mercato è globale e deve essere affrontato con professionalità: se non sei preparato sei tagliato fuori. Ecco perché dobbiamo essere in grado di offrire ai nostri iscritti le occasioni di crescita che rispondano alle reali esigenze del mercato e dei committenti”.

 
 
 
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