news | Lun 15 Feb 2016

A Milano Citroën inaugura 92 anni di storia

Rinnovato il cuore pulsante  della Casa transalpina in Italia
 

Da quasi 100 anni, la sede di via Gattamelata, a Milano, è il cuore pulsante delle attività commerciali di Citroën in Italia. La riorganizzazione dello storico sito che ospita oggi anche i punti vendita Peugeot e il DS Store, ha permesso la ristrutturazione totale dello showroom Citroën, realizzato secondo criteri più moderni e funzionali.
Esternamente, una cinquantina di metri lineari di superfici vetrate si aprono su viale Teodorico: una lunghissima vetrina che mette in evidenza le ultime novità del Marchio e invita a visitare l’interno.
Il salone di vendita, bianco e luminoso, può accogliere una quindicina di auto e integra nuovi spazi per gli addetti alle vendite. I 1500 metri quadri della sede ospitano anche una zona di accoglienza per l’officina, il magazzino ricambi, anche questo aperto al pubblico, e una nuova zona di consegna di auto nuove personalizzata.
Un secondo ingresso è stato aperto su via Gattamelata per accedere direttamente al parcheggio riservato ai clienti.
Forte di un enorme archivio di documenti e fotografie in Italia, per celebrare questo importante momento Citroen Italia ha allestito nel nuovo salone una bellissima mostra di fotografie che testimoniano e raccontano la nascita e lo sviluppo dello storico sito, dal 1924 in avanti.
Per aprire una filiale in Italia, André Citroën convocò il suo amico Mario di Carrobbio che dirigeva la filale francese dell'Alfa-Romeo a Parigi.
Nei primi mesi del 1924 André Citroën incontrò Nicola Romeo, “patron” dell'Alfa, e il 5 agosto fu sottoscritto un atto di vendita che assegnava all'industriale francese una parte dei possedimenti Alfa nella zona del Portello, a Milano. Si trattava di un grande terreno di circa 55.000 metri quadri, di cui 20.000 occupati da officine che furono dell'Isotta-Fraschini. A poca distanza, c'erano le fabbriche dell'Alfa che disponevano di fonderie e altri impianti che potevano servire sia la casa italiana che la nuova filiale di Citroën.
I lavori di sistemazione dei fabbricati iniziarono rapidamente e prima della fine del 1925 l'area era stata completamente ristrutturata con l'installazione di una moderna catena di montaggio, del tutto simile a quella della fabbrica francese di Quai de Javel, a Parigi.
Anzitutto grandi spazi e tanta luce. André Citroën era convinto che la qualità dei suoi prodotti fosse diretta conseguenza della qualità della vita dei suoi operai per i quali voleva ambienti confortevoli, puliti e salubri. Tutto l'impianto era riscaldato, nastri trasportatori e convogliatori aerei riducevano la fatica e il rischio per le maestranze.
Nella fabbrica, sempre sul modello di quella francese, c'era una fornita infermeria, con ambulatori medici specialistici. Anche la mensa serviva operai e impiegati con identico (ottimo) menù.
In Italia, Citroën decise di costruire inizialmente due modelli di vettura: la piccola 5HP, che da noi si chiamava “Tipo 5” e la più grande 10HP, per noi la “Tipo 10”.
Nel 1929 fu avviata la produzione delle C4 e C6, quest'ultima, nel nostro Paese, fu chiamata “Lictoria Sex”. Una “Lictoria” speciale, in allestimento Coupé de Ville, fu costruita per Pio XI. Decorata senza risparmio d'oro zecchino, arredata in “stile '700 veneziano”, l'auto fu costruita con il lavoro volontario delle maestranze di Milano e consegnata al Papa con una cerimonia solenne.
Nel 1930, il blocco delle importazioni dei componenti meccanici, che arrivavano da Parigi, portò gradualmente alla fine dell'attività di assemblaggio.
Nell'agosto del 1943, durante il bombardamento di Milano che distrusse gli impianti dell'Alfa-Romeo, la sede italiana della Citroën fu gravemente danneggiata, con incendi molto estesi e il crollo di gran parte delle belle coperture in vetro e acciaio volute da André Citroën.
Nel dopoguerra la ripresa fu molto lenta, sia per la gravità dei danni subiti dallo stabile che per le difficoltà dovute al contingentamento dell'importazione di vetture estere.
L'azienda milanese intraprese la produzione di stampi: oggetti delicatissimi e di grande precisione, la qualità degli stampi “made in Milano” era rinomata.
Dal 1955, con l'arrivo della DS e soprattutto dal '58, con l'introduzione del Mercato Europeo Comune (MEC) e il conseguente crollo delle barriere doganali, le vendite di Citroën nel nostro Paese crebbero esponenzialmente.
Nel 1968, la Società Anonima Italiana Costruzione Automobili lasciò il posto alla nuova Citroën Italia SpA che passava definitivamente dal settore produzione al commercio autoveicoli.
Il successo delle vendite dei modelli ID e DS in Italia, permise all'allora direttore generale Gerard Vion di accantonare una cifra sufficiente a ristrutturare la sede di Milano. Tra il 1969 e il 1970, gli uffici furono temporaneamente trasferiti in via Bergognone e la vecchia sede fu completamente demolita.
Al suo posto fu edificato un modernissimo edificio che riuniva gli uffici con le direzioni, l'officina ed il magazzino ricambi ed un grandissimo salone di vendita che si affacciava sia su via Gattamelata che su viale Teodorico.
Il 4 dicembre 1970, alla presenza delle autorità italiane e francesi, la nuova sede di Citroën Italia SpA veniva presentata alla stampa italiana e francese che poteva ammirare ambienti moderni e luminosissimi, che sarebbero certamente piaciuti ad André Citroën.